La Reazione Borbonica nel Regno di Napoli
(Episodi dal 1849 al 1860)
Matteo Mazziotti - Edizione del 1912
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II. Per i moti avvenuti nella provincia di Salerno nel luglio 1848 si istruiva un solo grandioso processo, il quale comprendeva sessantasei imputati. La polizia si dette con ardore febbrile a l'arresto dei colpevoli. Il 25 luglio del 1848 venne tratto in carcere, tra i primi, Francesco De Angelis che aveva preso molta parte al movimento avvenuto in Castellabate(1). Qualche mese dopo, la sera del 14 settembre, il celebre commissario di polizia Biagio Savastano arrestò in Napoli presso il Museo Carlo De Angelis fratello di Francesco(2).
Più faticosa riuscì la ricerca di parecchi altri imputati, dei quali per vari mesi la polizia non potette sapere il rifugio. Il tenente di gendarmeria Benedetto Gambone sorprese ed arrestò il 1° dicembre 1848 in Torchiara, in un nascondiglio della casa di Saverio Farro, G. B. Riccio, capo di una delle colonne insurrezionali ed il compagno e conterraneo di lui Domenico Picone(3). Il prete Ovidio Serino ebbe la stessa sorte il 9 luglio del 1849. Contro di lui si procedeva anche nella capitale, addebitandoglisi di aver combattuto su le barricate il 15 maggio, ma la Gran Corte di Napoli credette di rinviarlo a giudizio presso quella di Salerno.
Un altro imputato, Luigi Magnoni di Rutino, si era nascosto nel palazzo marchesale del villaggio di Cardile (frazione del comune di Gioi), ma il 21 luglio dello stesso anno la squadriglia del cav. Vairo invase la casa e lo trovò sotto il tetto. Carlo Pavone si era rifugiato in S. Mauro Cilento in casa di Francesco Petillo, asilo poco sicuro per i sospetti che si addensavano anche sul suo ospite. Difatti nel mese di ottobre il tenente Gambone lo scovò facilmente e lo condusse insieme con il Petillo nelle carceri di Salerno. Ivi erano già, per la stessa imputazione, Pasquale Lamberti il fido amico e l'audace emissario del Carducci(4), Giuseppe Pessolani di Atena e Giuseppe Vitagliano di Lustra gravemente implicati per i medesimi fatti del luglio.
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(1) Memorie di Carlo De Angelis, pag. 45.
(2) Memorie di Carlo De Angelis, pag. 57.
(3) Verbale di arresto del 1° dicembre 1848, Archivio di Salerno, anno 1849, fascio 40~5. Venne imprigionato anche il loro ospite. Il Gambone faceva parte della Commissione mobile di pubblica sicurezza comandata da l'alfiere Gaetano Ferrara.
(4) Carducci, vol. 2°, capitolo 1° e 2°.

