1828 - REGNO DELLE DUE SICILIE, Napoli 15 settembre
FONTE: Gazzetta di Milano - Lunedì 29 Settembre 1828 - N. 273
REGNO DELLE DUE SICILIE,
Napoli 15 settembre.
In varj numeri del nostro foglio avevamo fatto conoscere dá quale incessante persecuzione venissero incalzati gli avanzi della comitiva de' masnadieri Capozzoli, mercè della vigilanza e della conosciuta attività dell'inspettor generale della gendarmeria maresciallo Del-Carretto. Verificatosi infine da lui che negli ultimi giorni del pross. scorso agosto que fuorbanditi eransi riappiattati nel fulto del bosco del comune di Monteforte, loro patria, fece egli circuire per quanto meglio si potè da truppe il bosco medesimo, ed ai saggi ordinamenti aggiunse l'esempio di condursi egli stesso sul luogo a curarne l'esatta esecuzione. I malviventi ne rimasero infatti si atterriti, che per salvarsi si precipitarono da scoscesi burroni con evidente pericolo di morte. Conoscendo essi quindi l'impossibilità di mantenersi più oltre in qualsiasi parte de' reali dominj per la più decisa energia spiegata in tal incontro si dalle forze militari che dalle guardie urbane, avvisarono non aprirsi innanti a loro altro scampo che quello d'una fuga per mare. Questo lor pensiero fu avvalorato dalla vista di alcune barche da pesca da essi osservate nella spiaggia di Pesto. La tosto eglino corsero; e fingendosi uomini addetti a' servigi del governo che menar dovevano con prontezza al cospetto del sul lodato maresciallo in Salerno una persona arrestata, ch'era uno de' lor compagni medesimi che per accreditar la finzione conducevan legato, indussero i primio marínaj in cui s'imbatterono a varare la picciola loro barca sul momento per ivi trasportarli. Ma accortisi che la barca mal reggeva per la sua picciolezza al loro peso e già stava per affondarsi, affrettaronsi a passar sopra un'altra delle accennate barche, della lunghezza di palmi trenta, governata da quattro marinari e da un garzone di quindici anni. Gli assassini che erano al numero di sette, cioè Domenico, Patrizio e Donato Capozzoli, Francesco Giardella, Pasquale Rosso (forse Russo), Antonio Gallotti e Domenico Antonio Caterina, tutti armati ed anche con qualche provisione, poiché si furono alquanto allontanati dalla terra, gittando la maschera che avevano assunta, costrinsero la ciurma a far vela per fuori del regno.
Ciò avvenne la notte del 27 del caduto agosto. Or da marinari della barca stessa che li condusse, reduci, nel porto di Salerno la sera del 10 corrente settembre, raccogliesi quanto segue.
Nel giorno 4 del mese stesso giunti ad un punto della spiaggia toscana ov'erano alcuni Fortini non troppo lontani l'uno dall'altro, inviarono due marinari a terra, uno de' quali fu ritenuto da' soldati, e l'altro rimandato alla barca per prender le
carte della loro provenienza; dietro di che si spedi sul lido il giovinetto summentovato colla carta così detta riscontrino; ma poi temendo i malviventi di essere scoperti e catturati, forzarono i marinari a passar oltre, abbandonando que due individui sul lido. A venticinque miglia di distanza da quel primo punto, in un sito ove erano ancorati tre legni mercantili scarichi, e cîrca un miglio lunge da un villaggio, i fuorbanditi vollero finalmente isbarcare colle loro armi e co'loro oggetti preziosi, frutto de' lor saccheggiamenti; e congedarono la barca, minacciando di morte i marinari se avessero ardito di porre il piede su quel suolo e seguire le loro tracce.
I marínari stessi assicurano che massimo era in que' ceffi di assassini lo sbalordimento pel vigore dimostrato dal governo in perseguitarli, come chiaro scorgevasi da' loro discorsi in tutto il viaggio.
Intanto oltre alle antecedenti prevenzioni fatte a' governi esteri dal nostro, si sono ora dirette e al governo di Toscana e a quelli de' paesi ove potessero que' malfattori trasferirsi, nuove e particolari premure pel loro arresto; cosicchè abbiamo fondato motivo di credere ch'essi non tarderanno a cadere in mano della pubblica autorità per pagare il fio di tante scelleratezze e depredazioni nonchè de loro attentati contra l'ordine pubblico.

