1885 - I MARTIRI PER LA LIBERTÀ ITALIANA della Provincia di Salerno dal 1820 al 1857
I Martiri di Gioi e di Cardile per la libertà dal 1820 al 1857
Premessa: La notte tra il 1º e il 2 luglio 1820, la notte di San Teobaldo di Provins patrono dei carbonari, diedero il via all'insurrezione. Il 5 luglio i carbonari entrarono a Salerno mentre la rivolta si espandeva a Napoli, dove il generale Guglielmo Pepe aveva raccolto molte unità militari. Il giorno seguente, re Ferdinando I si vide costretto a concedere la Costituzione, sul modello di quella spagnola del 1812. In agosto fu eletto il nuovo Parlamento napoletano. Dopo pochi mesi, le potenze della Santa Alleanza riunite in congresso a Lubiana, su richiesta di re Ferdinando, decisero l'intervento armato: circa 50.000 soldati austriaci furono inviati contro i rivoluzionari che nel Regno delle Due Sicilie avevano proclamato la Costituzione. I costituzionalisti di Napoli, comandati da Michele Carrascosa e Guglielmo Pepe, cercarono di resistere, ma il 7 e 9 marzo 1821 furono sconfitti nella battaglia di Antrodoco dalle truppe austriache. Altre truppe costituzionali tentarono un'estrema resistenza nella fortezza sul Volturno, ma il 20 marzo furono costrette a firmare la cessazione delle ostilità. Il 24 marzo le truppe austriache entrarono a Napoli scortando re Ferdinando senza incontrare ulteriore resistenza e chiusero il neonato parlamento.
Dopo un paio di mesi, re Ferdinando revocò la Costituzione e affidò al ministro di polizia, il principe di Canosa, il compito di catturare tutti coloro che erano sospettati di cospirazione.
[...]La costituzione venne abolita e le condanne, gli esili, le morti punirono o bandirono i migliori cittadini (1) e da per tutto cominciò a governare lo sgherro e il prete.
(1) Venuto il tempo del terrore furono arrestati o calcarono il terreno dell'esilio [...]
Salati Giulio e Pietro di Gioi .[...]
Jorio (Iorio) Giandomenico di Gioi .[...]
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[...] In Policastro, nel luglio del 1822; si scovrì una congiura tendente a cambiar la forma del governo; per cui molti dei conterranei fuggirono, altri vennero arrestati [...] Una denuncia anonima fece sì che si scovrisse una congiura in Cardile ove gli agenti della forza pubblica sequestrarono gli emblemi della setta, i verbali delle tornate e si arrestarono:
Ricci Alessandro, Cesare e Licurgo - Maucione Giovanni e Gabriele di Cardile ; [...]
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I moti del 1828
[---] Quelli che caddero in potere di Del Carretto furono trascinati semivivi a Salerno e alcuni morirono di disagio lungo la via.[...] Alessandro Ricci di Cardile , medico dotto e stimato, mentre accingevasi a porsi in salvo, nel dì 11 agosto fu nel tenimento del comune di Campora ucciso dai gendarmi, i quali si ebbero in premio mille ducati - Matteo Cirillo , contadinello di Perito sorpreso che portava del pane in campagna ad altri lavoratori, fu subito moschettato . Questi e non pochi altri fatti di inumanità e di ferocia che ebbero luogo in una delle più belle contrade d'Italia, guadagnarono al carnefice Del Carretto onori immensi, tra i quali il titolo : di marchese e quello più giusto ancora di sanguinario del Cilento.
Vennero nominate Commissioni Militari a Vallo, Salerno e Napoli, composte di gente prezzolate, perchè giudicassero i rei di lesa maestà; e le sentenze furono degnissime dei giudici che le emanarono. La commissione di Vallo condanna a morte [...]
Davide Ricci di Cardile
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Premessa: I moti del Cilento nel 1848 furono alcuni dei moti nel meridione italiano precursori della spedizione dei Mille di Garibaldi. Erano stati preceduti vent'anni prima dai moti del Cilento nel 1828.
La sollevazione fu iniziata il 17 gennaio 1848 nel Cilento, alla notizia dei moti di Palermo, sotto la guida di Costabile Carducci. Il Carducci si pose quindi a capo del movimento insurrezionale a Torchiara vicino Agropoli, assumendo poi anche il comando degli insorti dei paesi vicini.
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Comunque i Borboni, sconfitti in Sicilia, furono costretti a scendere a patti con il Carducci. Ottenuta la Costituzione, Carducci rivestì il ruolo di colonnello comandante nella Guardia nazionale di Salerno. Ma quando la monarchia borbonica, prendendo spunto da una sommossa del 15 maggio, sciolse il Parlamento borbonico, Carducci fu costretto a fuggire a Roma. Successivamente Costabile Carducci tentò di scatenare la rivolta di nuovo nel Cilento ed in Calabria nell'estate del 1848: raccolte nel Vallo di Diano le superstiti forze salernitane e lucane a luglio, cercò di tornare nel Cilento ma, quasi naufragato vicino Maratea, fu fatto prigioniero ed ucciso barbaramente dai borbonici.
[...]"Le persecuzioni ricominciarono e i più noti liberali emigrarono o furono imprigionati e per più anni vissero negli ergastoli e nei carceri. La Gran Corte speciale di Salerno, nella quale eravi come procurator generale il famigerato Angelo Gabriele condannava a
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Moltissimi altri vennero condannati a pene inferiori, e all'esilio; moltissimi ancora alla speciale sorveglianza della polizia, e tra questi:
D'Elia Giuseppe, Rizzo Angelo e Ricci Catone di Cardile ; [...]

