Corriere della sera - Anno I - Giovedì-Venerdì, 4-5 Maggio 1876 - Num. 60
DISORDINI NEL MEZZOGIORNO
Disordini nel Mezzogiorno.
Una corrispondenza da Napoli, 1 maggio, all'Opinione reca:
V'ho scritto ieri e telegrafato oggi le notizie del meeting tenutasi a Vallo, e i disordini che in conseguenza di esso avvennero a Cardile. Scioltosi il meeting a Vallo i convenuti dai diversi paesi tornavano alle case loro. Presso Cardile in un largo nominato S. Rocco, una folla di contadini ed artigiani aspettava i loro concittadini di ritorno dal meeting. Questi arrivarono insieme ad altri di diversi comuni.
L'aria minacciosa di quelli che erano riuniti nel largo, mise in guardia i mitingai; ma quei di Cardile non dissero motto, ne fecero atto ostile. Però poco dopo, uno di coloro che aveva preso parte al meeting incominciò a gridare: Viva De Dominicis, viva Magnoni.>> che erano stati i capi ed i promotori del meeting di Vallo. Si gridò dall'altra parte: <<Viva D. Giovanni>> uno dei promotori del paese, e poco amante delle dimostrazioni popolari.
A queste grida fecero eco altre dalla parte avversa, e si finì per vociare anche: <<Viva la repubblica.>> Ma gli animi si erano riscaldati e dall'una parte e dall'altra e si venne alle mani.
Circa un 150 persone presero parte al subbuglio: quella pacifica borgata fu piena di spavento e di terrore. Sassi, bastonate, coltellate, colpi di archibugio, di revolver, lotta corpo a corpo, ecco il seguito delle grida e delle provocazioni imprudenti di coloro che ritornavano da Vallo. Un individuo fu ferito gravemente al ventre con un colpo di fucile, ed è in grave pericolo di vita, altri parecchi feriti di coltello e a colpi di bastone. Le porte delle case furono chiuse e le grida delle donne che avevan fuori i mariti o i parenti accrebbero la confusione e lo spavento.
Chi mosse quei di Cardile contro i reduci del meeting di Vallo? I liberali dicono che furono i clericali; questi al contrario sostengono che quei contadini ed artigiani s'erano riuniti fuori di Cardile, temendo che coloro i quali venivano da meeting avessero voluto far disordini in quella borgata.
È utile sapere quali provvedimenti il Ministero ha preso in seguito del fatto e se l'autorità giudiziaria istruisca con quell'accorgimento richiesto dalla gravità del caso.
E sarebbe altresì necessario il conoscere perchè ciò che è vietato a Mantova è permesso a Vallo, e se il Ministero sia informato esattamente dell'agitazione sorda, latente, ma intensa che esiste nella nostra provincia. E i segni sono purtroppo manifesti. Una delle provincie più tranquille, più ordinata, quella di Lecce, ha in questi ultimi giorni offerto spettacoli strani.
Al Capo di Lecce, regione del circondario di Brindisi, i contadini non hanno voluto per parecchi giorni recarsi ai mulini per macinare il grano, dicendo che fra poco tempo la tassa del macinato sarebbe abolita. E, fermi in questa credenza, hanno preferito di bollire il grano e di mangiarlo così. Ora sono più che mai esasperati perchè hanno visto con i fatti che la loro non era che una mera illusione.
A Salice Salentino vi è stata una ribellione per causa di una questua religiosa: una guardia di pubblica sicurezza fu fortemente bastonata; furono fatti nove arresti.
A San Cesario ed a Lequile la popolazione è stata per più giorni in preda ad un panico terribile, perchè si era fatto correr voce che si sarebbe proclamata la repubblica. A Campi Salentino sono avvenuti anche dei tumulti. Si nota infine una recrudescenza di reati contro gli agenti della forza pubblica, e il Ministero tutte queste cose non le ignora.
Un poscritto a questa lettera reca:
Ricevo or ora una lettera da Salerno che mi conferma i fatti di Cardile. Ho ricevuto anche il numero di un giornale di sinistra che, salvo qualche lieve variante, narra i fatti avvenuti a Cardile nel modo come io li ho narrati. Dallo stesso giornale rilevo l'ordine del giorno votato all'assemblea di Vallo. L'assemblea di Vallo fece voti affinchè, oltre le tante cose, fosse sollecitamente portata a compimento in questa provincia la rete ferroviaria e specialmente la linea Eboli-Reggio, e che sia abolito il primo articolo dello statuto e proclamata la libertà di coscienza.
Si legge poi nel Bersagliere:
Un telegramma indirizzato all'Opinione annunziava che, in un meeting tenutosi domenica a Vallo Della Lucania, fossero accaduti disordini e tumulti.
Dalle informazioni che abbiamo potuto avere, e che possiamo dare senza riserva, risulta che la notizia è del tutto inesatta, poichè il meeting procedette ordinatamente, e la calma, la più perfetta tranquillità, non cessarono di presiedere e regnare nell'adunanza.
Evidentemente il Bersagliere scambia le carte e confonde il meeting con le conseguenze di esso, e Vallo con Cardile. Per essere organo del ministero dell'interno, via, potrebb'essere meglio informato.
Fonte: Archivio Corriere della Sera - Corriere della sera - Giovedì-Venerdì, 4-5 Maggio 1876

