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a Martedì 18 Agosto 2026 - 02:00
AUTOCTONO 2026 - FESTIVAL DEL VINO - III Edizione - PELLARE (SA)
Quando: Quando: 16, 17 e 18 agosto 2026 - Orario 18:00 - 02:00
Dove: Centro Storico di Pellare, frazione di Moio della Civitella (SA)
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www.progettoautoctono.it |
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+39 339.6388034 |
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Autoctono 2026: a Pellare tre notti per bere il Cilento, ascoltarne le storie e incontrare chi continua a coltivarle
Ci sono vini che raccontano molto prima ancora di essere assaggiati.
Raccontano la terra nella quale nasce la vite, il sole che matura l'uva, le mani che vendemmiano, le piccole cantine dove il sapere passa ancora da una generazione all'altra e soprattutto raccontano persone che hanno scelto di restare legate a un territorio, continuando a coltivarne l'identità.
Dal 16 al 18 agosto 2026, nel centro storico di Pellare, frazione di Moio della Civitella (SA), tutto questo diventerà Autoctono – Festival del Vino, manifestazione giunta alla sua III edizione.
Tre serate, dalle 18:00 alle 02:00, durante le quali il borgo si trasformerà in un itinerario dedicato al vino cilentano, ai suoi produttori e a quella cultura rurale che, dietro ogni bottiglia, custodisce una storia.
Non sarà semplicemente un'occasione per bere un buon bicchiere: sarà un invito a scoprire da dove arriva.
Autoctono: già il nome racconta una scelta
C'è una parola che racchiude l'intera filosofia del festival: autoctono. Significa appartenere a una terra, essere nato lì, avere sviluppato nel tempo un rapporto profondo con un determinato ambiente.
Nel mondo del vino questo concetto assume un significato ancora più affascinante, perché un vitigno autoctono porta con sé caratteristiche che derivano dal territorio nel quale si è adattato e sviluppato nel corso delle generazioni.
Ed è proprio da qui che nasce il festival di Pellare.
L'obiettivo è valorizzare i vitigni legati al territorio e le piccole realtà produttive, dando spazio a chi continua a interpretare il Cilento attraverso la viticoltura.
Dietro un banco d'assaggio, dunque, non ci saranno soltanto bottiglie, ci saranno produttori, famiglie, vigne, vendemmie, annate fortunate e stagioni difficili e soprattutto ci saranno storie da ascoltare.
Il vino torna nel luogo al quale appartiene: il borgo
La scelta di ambientare Autoctono nel centro storico di Pellare contribuisce a rendere l'esperienza ancora più particolare. Il festival non concentra tutto in un unico spazio espositivo, ma invita a entrare nel paese e a scoprirlo. Tra stradine, piazzette e antiche abitazioni prenderà forma un percorso sensoriale composto da banchi d'assaggio, degustazioni guidate, incontri e momenti di approfondimento. Si potrà assaggiare un vino e subito dopo incontrare chi lo produce, chiedere quale uva è stata utilizzata, scoprire dove si trova la vigna, capire perché quel vino ha proprio quel profumo, quel colore o quella struttura.
È un modo diverso di degustare: meno distante, più umano.
Il vino smette di essere soltanto qualcosa che arriva nel bicchiere e torna a essere ciò che è sempre stato nelle comunità rurali: parte della vita quotidiana e della cultura del territorio.
Un bicchiere può diventare una geografia del Cilento
Il Cilento cambia continuamente volto. Ci sono il mare e le colline, le montagne dell'interno, le vallate, i piccoli appezzamenti coltivati e i paesi aggrappati ai rilievi. Questa varietà si riflette inevitabilmente anche nelle produzioni agricole. Autoctono vuole trasformare proprio questa ricchezza in un viaggio. Degustare significa allora confrontare territori, ascoltare le differenze, riconoscere profumi e comprendere quanto il vino possa essere intimamente legato al paesaggio dal quale proviene.
Ed è qui che il festival assume anche un valore culturale.
Difendere un vitigno locale significa infatti custodire biodiversità, memoria agricola e conoscenze che rischierebbero altrimenti di scomparire.
Non solo degustazioni: il Cilento arriva anche nel piatto
Naturalmente il viaggio non si fermerà al bicchiere. Durante le tre serate saranno presenti proposte gastronomiche legate al territorio, creando quell'incontro naturale tra vino e cucina che appartiene da sempre alla cultura mediterranea. Sapori locali e produzioni enologiche potranno così dialogare, raccontando attraverso due linguaggi diversi la stessa terra, perché il vino, soprattutto in Cilento, raramente nasce per essere bevuto da solo: nasce per accompagnare una tavola, una conversazione, una cena tra amici, un momento da condividere ed è proprio la convivialità uno degli elementi centrali di Autoctono.
Quando la degustazione incontra la musica
Con il passare delle ore il festival cambierà lentamente atmosfera.
Accanto agli incontri e alle degustazioni troveranno spazio musica dal vivo e spettacoli, accompagnando il pubblico fino a notte inoltrata.
Dalle 18:00 alle 02:00, Pellare vivrà così due anime complementari: quella della scoperta, dell'assaggio e dell'incontro con i produttori e quella più festosa delle notti d'agosto, quando un bicchiere condiviso e una musica ascoltata in un piccolo borgo possono trasformarsi nel ricordo più bello di una vacanza.
Piccoli produttori, grandi custodi del territorio
Uno degli aspetti più interessanti di Autoctono è proprio l'attenzione riservata alle realtà produttive locali.
In un mercato nel quale spesso dominano grandi numeri e marchi internazionali, le piccole aziende svolgono un ruolo completamente diverso: custodiscono appezzamenti, recuperano tradizioni, difendono vitigni, mantengono vivo il paesaggio agricolo e soprattutto danno un volto a ciò che producono.
Incontrarle significa capire che dietro una bottiglia può esserci molto più del vino: può esserci una scelta di vita.
Il festival diventa così anche uno strumento di promozione del territorio e di un modello di sviluppo attento alla qualità, alla sostenibilità e alla conservazione delle tradizioni.
Un progetto portato avanti dalla Pro Loco di Moio della Civitella, con il sostegno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Provincia di Salerno e delle istituzioni locali.
Tre notti per assaggiare una terra
Dal 16 al 18 agosto, quindi, non abbiate fretta.
Entrate a Pellare quando la luce del giorno comincia ad addolcirsi, prendete un calice, passeggiate, fermatevi davanti a un produttore e chiedetegli di raccontarvi il suo vino.
Assaggiatelo sapendo che dietro quel sorso ci sono una vigna, una stagione, una vendemmia e qualcuno che ha deciso di continuare a credere nella propria terra.
Poi lasciate che arrivino la notte e la musica, perché Autoctono può essere una festa del vino, certamente, ma la sua storia più bella è un'altra. È la storia di un Cilento che non vuole soltanto mostrare ciò che produce: vuole raccontare da dove viene, e qualche volta, per conoscere davvero una terra, basta cominciare da un bicchiere.
Quando: 16, 17 e 18 agosto 2026
Orario: dalle 18:00 alle 02:00
Dove: Centro Storico di Pellare – frazione di Moio della Civitella (SA)
Edizione: III
Protagonisti: vini, vitigni autoctoni e produttori del territorio
Gastronomia: proposte gastronomiche locali
Intrattenimento: musica dal vivo e spettacoli
Organizzazione: Pro Loco di Moio della Civitella
Finalità: valorizzazione del vino cilentano, dei produttori, della biodiversità e delle tradizioni del territorio
Perché partecipare
- Scoprire vini e vitigni del Cilento direttamente attraverso chi li produce.
- Partecipare a degustazioni e banchi d'assaggio nel suggestivo centro storico di Pellare.
- Conoscere piccole realtà produttive e le storie nascoste dietro ogni bottiglia.
- Abbinare il vino alle proposte gastronomiche del territorio.
- Vivere il festival fino a notte inoltrata tra musica e spettacoli.
- Scoprire Pellare e Moio della Civitella attraverso un evento che mette al centro identità e cultura locale.
- Comprendere che il vino non è soltanto un prodotto, ma anche paesaggio, agricoltura, memoria e comunità.











